martedì 14 agosto 2012

Giorno 8

Oulu-Rovaniemi, 8 agosto 2012

La notte in cottage trascorre meravigliosamente, nonostante la bassa temperatura, e non poteva che essere così. Ci svegliamo pieni di energia ed entusiasmo: oggi si va in Lapponia!
Colazione calda e doccia fredda, poi pronti a partire. Torniamo in città con il 17 (senza autista pazzo coi baffi, stavolta), diretti in stazione. Il meteo ci preoccupa. La giornata è ancora una volta uggiosa, il freddo ci spacca le mani e ci penetra le ossa. Decidiamo allora di entrare in un negozio che vende abbigliamento e accessori da sopravvivenza dove, senza comprare in fondo niente di che, spendiamo una fortuna. Cosa che si rivelerà più che mai utile, compriamo entrambi una felpa in grado di coprire tutto il corpo dalla vita in su eccetto gli occhi e le dita delle mani. Siso compra anche una posata incredibilmente brutta, ma molto funzionale, che è al tempo stesso forchetta, coltello e cucchiaio. Un forchiucchiello, insomma.
Così equipaggiati, continuiamo ad attraversare Oulu. Dopo la solita spesa inspiegabilmente troppo costosa (1 litro d'acqua= 2,50 fottuti euro), arriviamo in stazione. Il nostro treno è prossimo a partire e, una volta saliti, pranziamo al calduccio del vagone. 
Arriviamo a Rovaniemi nel tardo pomeriggio, più o meno verso le 18. In cielo si rivede finalmente un timido sole, ma l'aria lappone non sembra risentirne. L'ostello che abbiamo scelto per la notte è vicinissimo alla stazione, ma trovarlo è stato più difficile del previsto visto che la segnaletica pare proprio messa a ca..so. 
Arriviamo alla GuestHouse Borealis, questo il nome della struttura, dopo un buon quarto d'ora. All'improvviso la giornata, e il viaggio, sembrano prendere una piega più interessante e simpatica: Siso si rende conto di aver lasciato soldi (tutti) e documenti (tutti) in treno, all'interno di una specie di marsupio Quechua. Abbandonato il pesante zaino al Nero, comincia la sua folle corsa. Arrivato al binario da cui eravamo poco prima scesi, però, si accorge che manca qualcosa: il treno. A un passo dal collasso e dalle lacrime chiede aiuto ad una bigliettaia gentile. Una funzionaria chiamata al telefono arriva placida in soccorso accompagnandolo al deposito dei vagoni. Dopo una ricerca disperata, il marsupio viene ritrovato in bagno. Con un sorriso a 64 denti e un tutto nuovo senso di responsabilità (mai vero!), Siso torna dal Nero e la compagnia è di nuovo riunita: grandi esultanze per il ritrovamento. CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO! Con rinnovata fiducia nell'avvenire, entriamo nell'ostello. Ci accoglie una signora che vuole imparare l'italiano, e un'inverosimile quanto accogliente atmosfera familiare ci circonda all'improvviso. Dopo un piccolo momento di incertezza, la proprietaria trova una doppia disponibile per la notte. Lasciamo gli zaini e andiamo in città. 
Rovaniemi è la residenza ufficiale di Babbo Natale e, pertanto, è giusto che sia almeno un po' surreale. Il centro, infatti, ha una fisionomia tutta particolare dovuta alla geniale idea di un architetto di ricostruire le strade, dopo i bombardamenti della guerra, sul disegno delle corna di renna. Ora, voi avete presente le corna di renna? Ecco. 
Affascinati dalla particolare forma delle strade, cerchiamo un posto per mangiare dopo esserci resi conto che tutti i maledetti negozi chiudono alle 17. Ma che cosa fa la gente quassù? Dopo un giro di ricognizione, decidiamo che sarebbe stato divertente, a 8 km dal Napapiiri (Circolo Polare Artico), mangiare in un ristorante indiano gestito da filippini. Non una brutta cena, comunque, accompagnata dalle note melanconiche di "My heart will go on".

Prima di tornare in camera, compriamo qualche birra e brindiamo in riva al lago. Brindiamo alla Finlandia, ai suoi paesaggi, alle sue stranezze e alle sue cassiere.
Questa è l'ultima notte in terra finnica: domani ci aspetta il lunghissimo pullman per Honningsvag.

"E' sotto i raggi del sole che si vede la polvere." Proverbio finlandese

Andrea e Silvano


domenica 12 agosto 2012

Giorni 6-7

Savonlinna-Parikkala-Pieksamaki-Kuopio-Kajaani-Oulu, 6-7 agosto 2012


Il risveglio a Savonlinna è di quelli belli: la dolce Heidi sta preparando la colazione per i suoi ospiti italiani! Raccattiamo le nostre cose e cerchiamo dentro di noi l'energia sufficiente a sopravvivere un altro giorno. La notte brava ci ha davvero tagliato le gambe. "La sera leoni, la mattina..."
Poco importa, caffè caldo giù per la gola e acqua fredda buttata in faccia. Siamo sempre leoni.
Decidiamo di passare anche la mattinata con Heidi e Jenna e quindi le accompagniamo nella loro scuola (hanno perso un anno) dove devono compilare dei documenti o roba del genere, ma solo dopo essersi raccomandate con noi di non dire le parolacce finlandesi che ci hanno insegnato. Quello che dovrebbe essere un liceo ci appare in realtà come una scuola materna, ma, a quanto abbiamo capito, è una sorta di istituto artistico alternativo. Perplessi, incuriositi, ma soprattutto affamati raccogliamo il loro invito a pranzare in un ristorante sedicente Italiano: "Capero". Come sempre accade c'è poco di veramente italiano (la pizza romana, secondo loro, si fa con ananas e paprika), ma tutto sommato mangiamo bene. Ci voleva.
Heidi deve andare a lavoro (a salvare altri italiani, probabilmente), quindi torniamo nel suo appartamento e, prese le ultime cose, la salutiamo con un abbraccio di gruppo. Jenna ci accompagna fino al treno e fa anche un paio di fermate con noi, sta andando a prendere il suo furetto dai genitori. Meraviglioso.
Da qui comincia un'incredibile odissea sui treni finnici. Sono le 15. Abbiamo 'perso' un giorno sulla tabella di marcia, quindi dobbiamo sacrificare Kuopio, prossima tappa: Oulu. Il primo treno, da Savonlinna ci porta a Parikkala in poco più di un'ora. Una volta lì, la Provvidenza ci assiste ancora. Una controllora, spinta sicuramente da profondo istinto materno, ci accompagna al prossimo treno. Dobbiamo scendere a Pieksamaki, dice. Seguiamo le sue istruzioni da bravi bambini e arriviamo nel tardo pomeriggio a destinazione. Pochi minuti dopo, siamo già su un altro treno, diretti a Kuopio. Per le 22 arriviamo nella città che avrebbe secondo i piani (ahahahah) ospitarci per una intera notte. Abbiamo un'ora e mezza prima che parta il prossimo. Dopo aver accidentalmente rotto una cassetta di sicurezza della stazione, ci addentriamo nelle strade alla ricerca disperata di cibo. Ancora una volta il fato ci sorride. Un supermercato Siwa appare come una divinità dopo vane peregrinazioni: chiude a mezzanotte. Ecco una grande cosa che l'InterRail ci ha insegnato: persevera anche nei momenti più drammatici che prima o poi un Siwa aperto lo trovi.
Consumiamo una stomachevole (è il caso di dirlo) cena prima di salire sul treno che ci porterà a Kajaani, ultima tappa prima di Oulu.


La raggiungiamo in un paio d'ore, già segretamente consapevoli di ciò che sarebbe successo. Il primo treno utile parte alle 6 di mattina. Pazienza, le scale della stazione chiusa sono un letto più che sufficiente. I sacchi a pelo a mo di coperta ci riparano dal freddo e le ore passano. Il risveglio è di quelli fantastici. La stazione deve aprire alle 5 e noi siamo d'intralcio. Approfittiamo della cosa, però, e ci trasferiamo all'interno, per dormire almeno un'oretta scarsa a una temperatura superiore allo zero.
Alla fine il treno arriva e l'evoluzione dei nostri letti, cominciata dalle scale e proseguita con le panchine, passa a un livello ulteriore di comfort: i sedili. Dormiamo così bene che deve svegliarci il controllore una volta arrivati. Stavamo sognando. Freschi come rose attraversiamo Oulu, diretti al Nallikari Camping. Dalla Kauppatori (piazza del mercato) una signora e una coppia ci indirizzano alla Kirkkokatu (via della chiesa) per prendere il bus 17. Piove, bene così. Il mezzo si fa attendere un pochino, ma la sorpresa che ci riserva ci ripaga dell'acqua presa: Levante e Caterina scendono alla nostra fermata!!! Possiamo solo salutarli al volo, ma è stato bellissimo. Fare i biglietti si dimostra più difficile del previsto. L'autista è il classico svitato coi baffi. Non parla inglese e ci fissa blaterando qualcosa. Ride. "Ma che cazzo ti ridi?!" sbraita Il Nero, come al solito facilmente infastidito. Probabilmente ci stava dicendo che la direzione era sbagliata, ma alla fine si convince che farci salire è la cosa giusta e prendiamo posto. Stessa identica scena del treno, ma più inquietante: ci svegliamo già al campeggio, con l'autista che farfuglia qualcosa da sotto i baffi intento, braccia conserte, a fissarci chissà da quanto tempo. Possiamo solo sperare che almeno non ci abbia fatto foto, il matto. La pioggia insistente sconsiglia di piantare la tenda e allora optiamo per un Cottage, meno economico, ma più comodo e funzionale. Dio solo sa quanto abbiamo dormito. Tanto e bene. Finalmente recuperiamo le forze e ci rilassiamo un po'.
Verso le 18, risorti definitivamente, andiamo al Cafe Shop a fare la tradizionale ciocomerenda. Cè un computer utilizzabile gratis, o meglio, il prezzo che Siso paga è l'imposizione del Diario di Facebook, cui per molto tempo era scampato. Compriamo qualcosa per la cena e andiamo nella cucina del campo. Pasta al tonno alla nostra maniera: e come va! In serata giusto il tempo di leggere qualcosa e cazzeggiare un po', poi crolliamo di nuovo.

Agli occhi di molti, i giorni descritti in questo diario sembreranno sprecati, buttati. Ci permettiamo di non essere d'accordo. Oltre ad aver potuto ammirare i panorami mozzafiato che hanno fatto da sfondo pressoché ininterrottamente ai percorsi in treno, possiamo sicuramente dire di aver vissuto davvero (e non da turisti) la Finalndia e le sue strade.



"Quando gli racconto di aver fatto tutto il viaggio in un giorno solo si meravigliano, e uno mi chiede: 'Ma così che cosa vedi?'. Una domanda che resta senza risposta perchè è retorica, e non prevede nessuna risposta, perchè è vero, cosa vedo io, perlomeno non mi nutro allo stesso modo dei turisti e mi sembra strano guardare i dépliant pubblicitari [...]. No, non è così che si conosce un paese, una forma e interpretazione della vita, quello è solo la lussuosa coperta, la sua anima si trova nei malati dell'ospedale, in chi sta al commissariato e nel pedone ansioso con cui si entra in confidenza, mentre il Rio Grande giù in fondo mostra il suo alveo turbolento. Ma tutto ciò è lungo da spiegare e non so nemmeno se verrebbe realmente compreso."
Ernesto Guevara de la Serna


Andrea e Silvano

mercoledì 8 agosto 2012

Giorno 5


Savonlinna, 5 agosto 2012

Come già avevamo appreso ad Amsterdam durante lo scorso InterRail, anche un letto striminzito e duro può diventare il migliore del mondo se è il primo su cui ti sdrai dopo svariate notti. Incredibile come ciò che diamo per scontato nella vita di ogni giorno possa trasformarsi in una sorta di raro privilegio. La notte nella Lake Star, dunque, trascorre divinamente e ci svegliamo cullati dall’ondeggio del nostro Hotel galleggiante.Approfittando della sporca cucina della nave, tentiamo di fare un caffè più o meno bevibile e, anche se il risultato non è dei migliori, abbiamo il piacere di condividerlo con Levante e Caterina.
L’idea è quella di affittare una barca e godersi una qualche spiaggetta amena. Raggiungiamo non senza difficoltà il campeggio a 6 km dal centro città, per poi scoprire con una certa delusione che affittano solo canoe, opzione per noi preclusa dall’ingombro degli zaini. Ci godiamo allora la natura passeggiando un’oretta nel bosco che circonda la struttura. Baciati dal sole e ogni tanto dalle zanzare, iniziamo presto ad avvertire i morsi della fame. Torniamo perciò sui nostri passi, ripercorrendo a ritroso la strada tra campeggio e città. Non dobbiamo camminare troppo prima di imbatterci nel “Siwa”, un dignitosissimo minimarket. Nulla di speciale: la solita spesa sociale. Al momento di pagare, facciamo due chiacchiere con la simpatica cassiera, una semplice ragazza dai capelli tinti rosso fuoco. Le classiche domande: di dove siete? dove andate? vi piace la Finlandia? Fin qui nulla di strano. Consumiamo il nostro pranzo freddo appena fuori dal negozio, e ci sdraiamo sul prato ad aspettare l’autobus 3 per tornare in città, dove il programma prevede di prendere il primo treno per Parikkala. Sotto il cielo di Savonlinna fa la sua comparsa una bizzarra figura d’uomo che ci offre una lattina di birra a testa ancor prima di presentarsi. E’ Harry, parla un inglese alcolico e dopo le domande di rito ci racconta dei suoi viaggi in Inghilterra, Germania e Italia. Onestamente, capiamo poco di quel che ci dice, ma tra un sorso e l’altro ci spiega come fare economia con le lattine di birra e come sedurre le donne finlandesi con la natura: “Nature is beautiful…after you!”
Solo la pioggia interrompe la nostra piacevole conversazione, e il nostro nuovo amico ci saluta con un “Viva l’Italia, viva Totti” prima di allontanarsi. Ci ripariamo accanto al minimarket…l’attesa ci ha fatto venire fame. E’ quella che amiamo chiamare Ciocoemergenza. Il Nero,allora, entra per comprare qualcosa da mangiare e scambia ancora qualche parola con la cassiera che mostra preoccupazione (compassione?) per il nostro incerto destino. Dopo qualche minuto, infatti, in pieno delirio crocerossino esce per offrirci asilo per la notte. Si presenta come Heidi e ci lascia il numero di telefono in caso di necessità. Destino vuole che il ritardo dell’autobus ci faccia perdere l’ultimo treno utile. Sconsolati, ma dopo tutto incuriositi dalla situazione, torniamo da Heidi, accettando la sua generosa offerta. Aspettiamo buoni buoni le 18 ora in cui, alla fine del suo turno, il padre la viene a prendere. L’uomo, di nome Markku, non si fa attendere molto. Lui sa che dormiremo a casa di sua figlia e, non conoscendo l’inglese, ci invita a fare i bravi con un semplice quanto spaventoso sguardo. Heidi vive con un’amica, Jenna, nel centro di Savonlinna in un piccolo quanto incasinato appartamento. Scopriamo anche che è il suo diciannovesimo compleanno e, ovviamente, siamo ben contenti di festeggiarlo con lei e le sue amiche. Abbiamo modo di conoscere meglio l’atmosfera finlandese. Ci fa sentire un po’ di musica tradizionale locale e notiamo che casa sua, come tutto il resto del paese, brulica di Mumin, bizzarri personaggi dell’opera di Tove Jansson: tipo la Dante Alighieri scandinava. Tanto per non farsi mancare nulla, Heidi ha due Cincillà: Prince e Cookies.

In serata arrivano Minna (sul serio, si chiama davvero così) ed Elli, tra le poche amiche della festeggiata rimaste in città durante le vacanze. La festa comincia nella famosa Olutravintola Sillansuu, birreria molto ben fornita. I brindisi si sprecano. Poco dopo ci raggiunge anche Hilma e la compagnia si allarga. Muoviamo dopo qualche birra all’Happy Time, locale che permette ai propri clienti di giocare a Bingo. Indovinate quanto abbiamo vinto…assolutamente niente! Nel frattempo si è unita a noi anche la coinquilina di Heidi, Jenna e il gruppo è definitivamente formato. Dopo una rapida visita a un terzo locale, torniamo a casa. Un ultimo giro viene offerto dalla festeggiata e poi tutti a nanna, dopo una giornata che nella sua atipicità è stata quella che più di tutte ci ha mostrato la vera Finlandia.

P.S. I particolari più scabrosi della serata sono riservati alle conversazioni private.



 Se non fosse per gli ospiti, ogni casa sarebbe una tomba...

Andrea e Silvano

lunedì 6 agosto 2012

Giorno 4



Lappenranta-Imatra-Savonlinna, 4 agosto 2012

Cominceremmo questo post parlando del nostro risveglio, tuttavia, ciò risulta impossibile data l’assenza di un effettivo momento definibile come tale. Lappeenranta ci ha tenuto compagnia durante la nottata proprio come faceva quel peluche che da bambino amavi tanto: a prescindere da tutto e senza chiedere nulla in cambio. I giri in bici al chiaro di luna ci hanno portato tra le imponenti statue di sabbia lungo la riva del lago, fino ai monumenti commemorativi della Battaglia dei Cappelli sull’antistante collina. Inquietante e in un certo senso traumatica la mostruosa ciminiera di una fabbrica poco lontana che, instancabile e insensibile, non ha mai smesso di ricordarci le ingombranti esigenze del mondo moderno.
Aspettiamo le 9 per restituire le biciclette. I nostri destrieri, battezzati durante la notte con i nomi di Vincenzo e Valchiria, ci hanno servito al meglio e quasi scende una lacrimuccia nel doverli abbandonare. Superato il trauma da distacco, torniamo alla stazione con una nuova consapevolezza: ogni maledetto ostello, campeggio, hotel e simili nell’intera Finalndia sembrano non avere camere libere. Deus ex machina la cassiera del bar che, aiutandoci con i numeri di telefono ci permette di prenotare un inaspettato letto per la notte. “Lake Star” non è il nome di un hotel, o di un campeggio, e nemmeno di un ostello. È un battello turistico che di giorno scarrozza avanti e indietro per il lago famiglie armate di Reflex, ma che di notte si trasforma in un insolito affittacamere, o meglio, cabine! Il programma prevede spostamento a Savonlinna con breve tappa a Imatra e, incredibilmente, lo rispettiamo. Vegetiamo quindi in stato comatoso una buona mezz’ora nella stazione di Lappeenranta e poi via, di nuovo in movimento.
Imatra una botta e via. Passiamo più tempo ad aspettare l’arrivo dell’autobus piuttosto che a mangiare. Ce ne andiamo come siamo arrivati: senza alcun sentimento (fatta eccezione per l’odio partorito durante la lunga attesa alla fermata).
Sul far della sera raggiungiamo Savonlinna, ancora ignari delle sorprese che questa città aveva in serbo per noi. La stazione affaccia direttamente sulla piazza del mercato (Kauppatori), in prossimità del porto. La nostra nave/ostello è lì, attraccata. Ci presentiamo al Mozzo Zozzo che ci mostra la nostra sistemazione: una cabina di un metro quadro con un letto a una piazza (scarsa), e un oblò all’altezza dell’acqua. Tutto ciò spacciato come “Camera Doppia”. Va benissimo!
Lasciamo gli zaini e optiamo per un rapido giro della città: tipo sopralluogo. La stanchezza accumulata e il fatto che sia domenica ci impediscono di goderci a fondo il posto. Torniamo al Lake Star in tempo per l’ultimo giro del lago, a cui decidiamo di prendere parte (gratis, cazzo). Un’oretta ben spesa tra le amene isolette che qua e là affiorano dall’acqua. Suggestivo il castello che oggi ospita l’Opera di Savonlinna.


Tornati al porto facciamo conoscenza con una coppia di italiani: toscani in InterRail. Scopriamo che i nostri itinerari si somigliano molto, ma il loro progetto di prendere un pullman per Kuopio dividerà le nostre strade. Siccome non ci presentiamo, Siso ha dato loro dei nomi ad hoc rievocando due personaggi di Pieraccioni. Levante e Caterina. Non sapremo mai come si chiamano veramente, ma brinderemo a loro!
Dopo l’ennesima cena a base di “Cheeseburger Eldorado”, economici e rivoltanti panini freddi precotti (delicatissimi…), andiamo a goderci tutto il lusso della nostra suite.


Come fanno i marinai con questa noia che li uccide, addormentati sopra un ponte, in fondo a malincuore, sognano un ritorno e smaltiscono un liquore…


Andrea e Silvano

Giorno 3

Prima di aggiornarvi sugli avvenimenti degli ultimi giorni, vogliamo scusarci per il nostro colpevole ritardo, ma si sa: l´attesa aumenta il desiderio.

Helsinki-Lappeenranta  3 Agosto 2012

La seconda notte in tenda trascorre tra i grugniti del Nero e altri piacevoli rumori animaleschi. Appena svegli ci rendiamo conto del nostro odore e, dato che la puzza risulta internazionale, decidiamo di fare la prima doccia del viaggio. Tirati a lucido come piccoli borghesi di cittá ci dirigiamo alla stazione di Helsinki intenzionati a prendere il primo treno per Lappeenranta. La giornata comincia nel migliore dei modi: all´inaugurazione di un negozio, un'anziana donna ci regala due tramezzini a testa: quantomeno discutibile la qualitá degli ingredienti, ma gratis é tutto piú buono. Giusto il tempo di comprare i biglietti e mangiare un gelato e saliamo sul primo treno dell´interrail: finalmente a casa! Immediatamente ci rendiamo conto che certe cose non cambieranno mai: Siso dorme, il Nero legge. In un paio d´ore siamo a destinazione. Una tranquilla cittadina sulla sponda di un lago, che merita di essere girata in bicicletta. Cogliamo al volo l´occasione e, in pieno stile InterRail, esageriamo. Lasciamo gli zaini nelle cassette di sicurezza della stazione e, affittate due biciclette, decidiamo di passare la notte per le strade di Lappeenranta. Per materasso l´asfalto, per soffitto le stelle.

Sembrava una gran bella idea... finché non siamo stati travolti dal diluvio universale! Il freddo é notevole e ci ripariamo in un cantuccio sotto la tettoia di un chiosco dei gelati. L'intera notte é come un pendolo che oscilla tra picchi di adrenalinico entusiasmo e momenti di totale sconforto. Il fascino dell´alba fa sparire occhiaie e mal di schiena.
Solo i cinici e i codardi non si svegliano all´aurora...





Andrea e Silvano

venerdì 3 agosto 2012

Giorno 2

Helsinki, 2 agosto 2012.

Riprendiamo da dove avevamo lasciato. Con passo svelto siamo arrivati in tempo alla Metro, prendendo l'ultima corsa fino al nostro campeggio. Praticamente digiuni ci siamo buttati sui sacchi a pelo come bambini a gommolandia e, dopo qualche doverosa cazzata serale, siamo crollati tra le braccia di Morfeo.
In modo abbastanza traumatico, ci rendiamo conto che alle 4.30 di notte il sole già splende. Evvai.
Continuiamo a dormire in modalità Metapod. ("Vai Siso usa rafforzatore!")
In mattinata la fame inizia a farsi sentire, ma visto che la colazione al ristorante è da borghesi ci avventuriamo alla ricerca di cibo (vestiti come ieri, chiaramente). Dopo una prima spedizione fallimentare in un piccolo, ma vicino supermercato, tipico terreno di caccia dell'uomo moderno, chiediamo informazioni per trovarne un secondo. La cattiva notizia è che è lontano, quella buona è che per arrivarci dobbiamo attraversare un bosco. Assurdo. Consumiamo finalmente la nostra colazione su una panchina senza schienale: latte e cereali serviti in bicchieri di plastica. Quanta bellezza c'è nel mondo.

Dopo una breve sosta in tenda per alleggerirci del carico superfluo, muoviamo verso Helsinki dopo aver progettato un itinerario ideale, percorribile interamente a piedi, date le ridotte dimensioni del centro. Degne di nota le due cattedrali, la luterana Tuomiokirkko e la famosa Uspenski di mattoni rossi.
Breve sosta meditativa sul molo, vento tra i capelli (per chi se lo può permettere) e odore di sale.
Approfittando di una fiera, giriamo per le bancarelle di un mercatino a Kauppatori. Continuiamo il nostro cammino fino al famoso mercatino delle pulci permanente di piazza Hietalahti, dal quale veniamo brutalmente cacciati causa imminente quanto inaspettata (sono le 17.30, maledizione) chiusura.
Gelatino scadente in un costoso fast food locale prima di avviarci di nuovo verso il campeggio. Ci riforniamo delle provviste per la cena in un vicino supermercato, rischiando l'ipotermia visti i 25 gradi sottozero del banco frigo.
Menu cena:
1. 6 uova strapazzate e 9 wurstel a tocchi con un pizzico di Curry;
2. 6 hamburger violacei con un pizzico di Curry;
3. tanta carne a pezzi con un pizzico di Curry.
Il tutto innaffiato con del buon birro nazionale.

Giusto il tempo di decidere la prossima tappa e poi di nuovo in tenda: stanchi, sporchi, ma felici.

Andrea e Silvano

mercoledì 1 agosto 2012

Giorno 1

Helsinki, 1 agosto 2012.

Viaggiare in InterRail è come fare l'amore: può passare anche una vita dall'ultima volta che lo hai fatto, ma non dimenticherai mai le sensazioni che ti dà, anche se magari serve solo un po' di riscaldamento per ritrovare il giusto movimento d'anca.

Nel viaggio in aereo nulla da segnalare: fisiologico ritardo di 40 minuti e hostess da amare. Normale amministrazione. Prima cosa che notiamo della Finlandia è il colore verde: alberi e prati ovunque con macchie grigie di civiltà. Il contrario di ciò cui siamo abituati. Bene così. Appena scesi, dopo un misero ma costoso pranzo ci rendiamo conto del fuso orario! Visti i prezzi degli ostelli scegliamo di dormire nel Rastila Camping: scelta di portafoglio quanto di cuore. Scopriamo anche che serve prendere un pullman per arrivare in città.
Avete presente quell'odiosa quanto utile pellicola di un improbabile colore verde che mettono sui bagagli? Ok. Ora unite una testa di cazzo che la toglie con un coltello Opinel e otterrete Andrea con mezza falange in meno.
Grondante sangue uno e entusiasta l'altro saliamo sul 615 per la stazione centrale. Improvvisamente, in piena autostrada avvistiamo un cartello che sembra indicare la presenza a pochi metri del campeggio. Una volta scesi nel nulla, costretti a percorrere a piedi l'autostrada, scopriamo che i pochi metri sono esattamente 12000.
Una provvidenziale quanto inverosimile fermata di autobus ci appare come un miraggio. Il miracolo si completa quando arriva il 54 guidato da Morgan Freeman. Seguendo le sue indicazioni arriviamo finalmente a destinazione. Lì ci accoglie l'ennesima dea dai capelli d'oro...
Giusto il tempo di piantare la tenda e via verso Helsinki in cerca di una felpa per Siso!
Visto il sole ancora alto, peró, non c'eravamo accorti del fatto che fossero le 21! Ripieghiamo allora su un tranquillo giro senza meta della città, per poi finire a ciucciare wi-fi in un McDonald, dove Il Nero si rifiuta di mangiare alcunché per ovvie ragioni!
La metro chiude tra 15 minuti. Ce la faremo a tornare a casa? Lo scoprirete al prossimo Wi-Fi (oppure alla prossima edizione del TG5).

Andrea e Silvano